In questo torrido inizio d’estate cresce la nostra sensibilità al problema del riscaldamento globale: un recente studio pubblicato su “Nature Climate change” riporta che circa il 30% della popolazione mondiale vive, per almeno 20 giorni all’anno, a contatto con temperature talmente elevate da essere rischiose per la salute, e che – anche se le emissioni fossero tagliate drasticamente – entro il 2100 la percentuale di umanità a rischio di ondate di calore salirà al 48%, mentre addirittura due terzi della popolazione sarebbero in pericolo (inclusi gli abitanti dell’Italia) nel caso non avvenisse alcuna riduzione nei gas serra.

Si tratta quindi di un tema al quale dovremmo pensare più spesso e possibilmente in modo “progettuale”, facendo il possibile per apportare un contributo alla sua riduzione. Uno dei modi che ci consentono di farlo è migliorare l’efficienza energetica degli edifici in cui viviamo con interventi di isolamento delle pareti esterne, della copertura e delle aperture.

Come isolare con l’aria

In quest’articolo ci soffermiamo sull’isolamento delle pareti esterne, che è finalizzato non soltanto a mantenere costante la temperatura nella stagione invernale, ma anche ad impedire l’ingresso del calore nella stagione estiva.
Uno dei sistemi più efficaci di isolamento delle pareti esterne è quello costituito dalla facciata ventilata, definita dalla norma UNI 11018 come “un tipo di facciata a schermo avanzato in cui l’intercapedine tra il rivestimento e la parete è progettata in modo tale che l’aria in essa presente possa fluire per effetto camino in modo naturale e/o in modo artificialmente controllato, a seconda delle necessità stagionali e/o giornaliere, al fine di migliorarne le prestazioni termoenergetiche complessive”.

Come funziona?
Durante l’estate il flusso in movimento fra rivestimento esterno ed edificio spinge l’aria calda dal basso e la espelle dalla sommità dell’edificio, e il rivestimento serve anche ad ulteriore schermatura degli ambienti interni dai raggi del sole, che vengono in gran parte riflessi; nella stagione fredda invece la ventilazione facilita la dispersione del vapore acqueo proveniente dall’interno riducendo il fenomeno della condensa, e il rivestimento protegge l’edificio dalle possibili infiltrazioni d’acqua, così da contenere le dispersioni di calore dall’interno verso l’esterno.

Componenti e design

La facciata ventilata è un sistema di rivestimento complesso applicato a sbalzo sull’edificio e costituito solitamente da quattro componenti con diversi requisiti, montati in un preciso ordine:

  • uno strato isolante applicato sulla parete perimetrale;
  • un’intercapedine vuota di ventilazione;
  • la struttura metallica di sostegno e ancoraggio del rivestimento;
  • il rivestimento “finale” posto come ultimo strato esterno.

I materiali che costituiscono i componenti e le tecniche di realizzazione e assemblaggio delle facciate sono diversi, e incidono spesso in maniera determinante non solo sulle prestazioni ma anche sull’aspetto estetico dell’edificio, che può avere nel rivestimento di facciata l’elemento principale del suo impatto visivo e della sua relazione col contesto.

Quando il costo si trasforma in beneficio

Oltre ai già citati vantaggi relativi all’efficienza energetica dell’edificio (qui un’altra nostra realizzazione), le facciate ventilate hanno altri “effetti collaterali” positivi:

  • isolamento acustico;
  • protezione dell’edificio dagli agenti atmosferici e riduzione del degrado dei materiali;
  • facilità di riparazione e manutenzione grazie alla struttura modulare.

Tutte queste caratteristiche rendono sicuramente quella del rivestimento con facciata ventilata una scelta intelligente, sia in fase di nuova costruzione che in occasione di interventi di ristrutturazione: il maggior costo iniziale sarà senz’altro ampiamente ammortizzato dai successivi risparmi che si otterranno lungo tutto il ciclo di vita dell’edificio.